Francesca Dell’Amore

27 dicembre 2005

Ante litteram

Spesso ho visto Pippa, miniatore del ritaglio, usare carta o cartoncini per creare mondi che vivono nell’immaginario di tutti e riportarli alla superficie, sia spiritualmente che materialmente.

Questo è avvenuto nel 2002 con la serie “popolare” delle Matres Matutae e nel 2004 con l’uovo del peccato originale, in cui Adamo ed Eva, insieme al serpente e alla mela, sperimentano situazioni relazionali differenti in mondi a forma di uovo.

Dalla antichità  italica delle Matutae retrocede alla storia biblica danzando sulle superfici della nostra storia, della cultura religiosa, con forbici antropologiche, soffiando sulle polverose memorie ataviche di noi uomini occidentali e cogliendo sotto i sedimenti millenari una possibile forma dei nostri passati interiori e collettivi.

Oggi osservo le “Surgical Mutations” e mi sembra che Pippa abbia fatto un passo nel metafisico.

La carta che usa per questi nuovi ritagli non è risultato di un processo di sintesi attuato dall’uomo, che taglia l’albero e ne fa pasta di legno per produrre fogli. È una carta sui generis, che è fornita dall’albero stesso, produttore dei fogli-foglie. Pippa agisce poi sulla foglia-foglio cambiandone l’aspetto ad altra specie rispetto a quella dell’albero d’origine.

Importante premessa di questa mutazione è la decisione da parte dell’artista di cercare una nuova comunicazione con la materia prima. Entrare in un bosco, anziché in cartoleria, e mettersi in comunicazione con l’albero, senza frapposizioni “facili”, “comode” e “borghesi”.

Nell’opera di Pippa Bacca c’è una forte qualità  comunicativa, un profondo spirito di relazione e dialogo con il pubblico. Oggi ho percepito questo spirito entrare nel naturale e mettersi in ascolto, abbandonando, e questo il passo nel metafisico, la dimensione culturale nella generazione di Surgical Mutations. L’artista ha deciso di cercare il dono del Dio della creazione primigenia nel paradiso terrestre, creato prima dell’uomo. Il senso del retrocedere a un tempo che precede la creazione dell’uomo, la trasformazione dell’oggetto naturale attraverso il ritaglio artistico, lo sviluppo concettuale che coglie le foglie modificate come articolazioni del rapporto sostanza-apparenza, tutto questo ha origine da un dono e dal suo accoglimento.