Sposa in Viaggio – Bride on Tour

13 novembre 2012

Pippa Bacca a Istanbul, marzo 2008. Fotografia di Sirio Magnabosco
Pippa Bacca in Istanbul, March 2008. Photograph by Sirio Magnabosco

La nascita del progetto – The birth of the project

13 novembre 2012

La prova del vestito prima di partire. Fotografia di Danilo Borrelli
The test of the dress before leaving. Photograph by Danilo Borrelli

Al matrimonio della sua amica Margherita la sposa ripeteva spesso agli ospiti di stare attenti a non calpestare lo strascico o altre parti dell’abito, perché si sarebbero sporcate. Pippa trovò curioso che si prestasse tanta attenzione ad un vestito che si usa un giorno solo e nacque in lei l’idea di pensare l’abito da sposa al contrario. Un vestito che dura per tutta un’esperienza e ne diventa il testimone, raccoglie su di sé i ricordi, “consumandosi” e sporcandosi. Un unico vestito da portare in un viaggio speciale, che attraversi in autostop paesi dove la guerra è una realtà o un ricordo molto fresco, durante il quale toglierlo solo per dormire o quando lo si lava. Da sempre la sposa è simbolo della femminilità, dell’amore, della famiglia, della purezza. E il giorno del matrimonio – almeno in teoria – è un momento di gioia condivisa, di letizia comune. Tutte immagini difficilmente associabili alla guerra e vicine invece alla pace. At the wedding of her friend Margherita the bride often repeated to the guests that they should be careful to not step on the train or other parts of the dress so that it would not get dirty.
Pippa found it odd that bride was so worried about a dress that she was only going to wear one day and she had the idea to think about a wedding dress as just the opposite: a dress that lasts for a whole experience and becomes a witness, gathering memories on itself, “consuming” itself and being soiling. One dress to take on a special trip hitch-hiking where war is a present reality or a very fresh memory, taking it off only to sleep or to wash it. The bride has always been the symbol of femininity, of love, of family and purity. The wedding day – at least theoretically – is a moment of shared joy and happiness. All of these are images that are hardly associated with war and are instead closely linked to peace.

Invito al matrimonio dell’amica Margherita.
Invitation card of the weddig of the friend Margherita.

Ballata delle donne

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l'umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

Edoardo Sanguineti

Pippa utilizzava la Ballata delle donne di Edoardo Sanguineti per spiegare il progetto Spose in viaggio.
Pippa used the Ballata delle donne by Edoardo Sanguineti to explain the project Brides on tour.


Da tutti questi spunti quindi l’idea di mettere a confronto diretto e reale un simbolo positivo come quello della sposa con i paesi recentemente o attualmente colpiti da conflitti; per portare questa letizia, incontrando le donne e le artiste che vivono là, per superare le diversità, attraverso piccole azioni quotidiane e molto femminili e per condividere un poco della loro fatica. Pippa infatti aveva scelto di indossare come accessorio delle scarpe bianche con i tacchi; perché simbolo anch’esse di femminilità, ma insieme fastidiose e scomode da portare. Perché essere donna e madre, come il cammino che ognuno di noi può fare per costruire la pace, richiede anche del sacrificio. Usava poi una cuffietta da lei fatta all’uncinetto, che le copriva i capelli, così da adattarsi all’uso dei paesi mussulmani, che in certe occasioni sostituiva con un lungo velo e una coroncina di fiori. Hence, from these reflections, came the idea to make a direct and true comparison between the positive symbol of the bride to countries recently or presently devastated by conflicts; to bring this joy, meeting with women and artists who live there, to overcome diversity through small everydays and tipical female actions and to share a little bit of their fatigue. Pippa in fact, chose to wear white high-heeled shoes: as a symbolic accessory of femininity but painful and uncomfortable to wear. Because to be a woman and a mother, just as the path that every one of us can take to build peace, also requires sacrifice. She also used a band to cover her hair that she crocheted to adapt to the customs of the Muslim countries. On certain occasions she substituted it with a long veil and a wreath of flowers.

Fotografia di un giglio, inviata da Pippa a Masha e Manuel Facchini.
Photographs of Lilium, sent by Pippa to Masha e Manuel Facchini.

Il viaggio di una sposa speciale richiedeva un vestito speciale, che già nella fattura richiamasse da una parte i temi del viaggio e dall’altra rispondesse in modo pratico alle esigenze della sua performance.
L’abito da sposa di Pippa Bacca è composto da tre parti: una mantella, una giacca sfiancata e un’ampia gonna con strascico.

La Mantella, costituita da due strati di lino, verrà utilizzata dall’artista oltre che come copricapo e mantellina anche come strumento per asciugare i piedi durante la performance della “Lavanda dei piedi” che compierà  durante il viaggio, alle ostetriche del posto. La mantella infatti si apre tramite dei bottoncini automatici nascosti e diviene un ampio velo che avrà appunto questa funzione.

La Giacca mantiene una linea molto femminile e sfiancata con una sorta di bustino impuntato nella parte inferiore, mentre la parte superiore è più leggera e può essere aperta con dei piccoli bottoni ad asola; le maniche sono svasate e su un lato della giacca vi è ricamato il cedro della bandiera libanese, uno dei paesi che saranno attraversati dalle artiste durante il loro viaggio.

The voyage of a special bride requires a special dress. It is in itself part of the theme of the trip and also fulfills the practical needs of her performance.
Pippa’s wedding dress is composed of three parts: a cape, a slim, fitted jacket and a large skirt with a train.

The cape, made out of two layers of linen, will be used by the artist as an overcoat and cape but also as an instrument for the artist to dry feet during her performances in the “Washing of feet” that she will make to the local obstetricians.during her journey. The cape, in fact, opens with hidden snaps and becomes a wide veil for this reason.

The jacked has a very feminine cut. It is slim fit and has a sort of corset on the bottom part, while the top is lighter and can be opened with small buttons. The sleeves are flared and on one side of the jacket the cedar tree of the Lebanese flag is embroidered, which is one of the countries that will be travelled through on the trip.


Il bozzetto del vestito di Pippa. Le bandiere di alcuni dei paesi attraversati, dalle quali prendere i simboli da ricamare sull’abito.
The sketch of Pippa’s dress. The flags of some of the countries crossed during the tour from which she got the symbols to be emboidered on the dress.

La Gonna è a forma di giglio, simbolo di purezza e innocenza, ed ogni strato della gonna ne rappresenta un petalo. La gonna è quindi costituita da undici veli o strati, realizzati in diversi materiali naturali, che simboleggiano gli undici paesi che le ragazze attraverseranno nel loro percorso (Slovenia, Croazia, Bosnia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Libano, Siria, Egitto, Giordania, Israele). Ogni velo è quindi identificato da un numero ricamato come le pagine di un vero e proprio libro. Inoltre su alcuni degli strati, che sono tutti staccabili per facilitarne il lavaggio, è già stato posto un ricamo che rappresenta alcuni stilemi delle bandiere degli undici paesi: in alcuni punti della gonna ritroviamo le stelle della bandiera bosniaca e la luna di quella turca, la scacchiera della Croazia e le montagne della Slovenia per sottolineare la multiculturalità del progetto. The skirt is shaped like a lily, the symbol of purity and innocence, and every layer represent a petal. The skirt is made out of eleven layer, in different natural material, that symbolize the eleven countries crossed by the girls on their route (Slovenia, Croatia, Bosnia, Serbia, Bulgaria, Turkey, Lebanon, Syria, Egypt, Jordan and Israel). Every veil is thus identified by a number embroidered on it like pages in a book and on some of the layers (they are all detachable to enable easy washing) embroideries have already been done that represent some of the traditional patterns of the flags of the eleven countries. In certain places on the skirt we can find the stars of the Bosnian flag and the moon of the Turkish one, the Croatian checkerboard and the mountains of Slovenia to highlight how multicultural the project is.

Il primo incontro per lo studio dell’abito.
The first meeting to study the dress.

Entrambi gli abiti delle spose sono stati concepiti dal direttore artistico di Byblos, Manuel Facchini, che ha messo a disposizione la sua creatività per questo progetto, rispettando le esigenze e le idee delle artiste Pippa Bacca e Silvia Moro e interpretando le loro diverse personalità. I vestiti sono stati realizzati ognuno in due copie identiche tra loro. Una indossata da Pippa Bacca e Silvia Moro e l’altra invece rimasta presso la Byblos Art Gallery e quindi immacolata, così che dal confronto si possa maggiormente sottolineare il cambiamento che il viaggio ha operato sugli abiti. Both the wedding dresses were study by the artistic director of Byblos, Manuel Facchini, who put his creativity at the disposal of the project respecting the needs and the ideas of the artists Pippa Bacca and Silvia Moro, interpreting both of their different personalities. Two identical copies of both dresses were made. One worn by Pippa Bacca and Silvia Moro and the other kept by the Byblos Art Gallery, hence immaculately intact so we can better compare the changes that the trip made on the dresses.

Pippa prepara all’uncinetto la fascia di lana per i capelli. Fotografia di Danilo Borrelli
Pippa prepares with the crochet the woolen band for the hair. Photograph by Danilo Borrelli


Giovanna d'Arco

Attraverso il buio Giovanna d'Arco
precedeva le fiamme cavalcando
nessuna luna per la corazza ed il manto
nessun uomo nella sua fumosa notte al suo fianco.

Della guerra sono stanca ormai
al lavoro di un tempo tornerei
a un vestito da sposa o a qualcosa di bianco
per nascondere questa mia vocazione al trionfo ed al pianto.

Son parole le tue che volevo ascoltare
ti ho spiato ogni giorno cavalcare
e a sentirti così ora so cosa voglio
vincere un'eroina così fredda, abbracciarne l'orgoglio.

E chi sei tu lei disse divertendosi al gioco,
chi sei tu che mi parli così senza riguardo,
veramente stai parlando col fuoco
e amo la tua solitudine, amo il tuo sguardo.

E se tu sei il fuoco raffreddati un poco,
le tue mani ora avranno da tenere qualcosa,
e tacendo gli si arrampicò dentro
ad offrirgli il suo modo migliore di essere sposa.

E nel profondo del suo cuore rovente
lui prese ad avvolgere Giovanna d'Arco
e là in alto e davanti alla gente
lui appese le ceneri inutili del suo abito bianco.

E fu dal profondo del suo cuore rovente
che lui prese Giovanna e la colpì nel segno
e lei capì chiaramente
che se lui era il fuoca lei doveva essere il legno.

Ho visto la smorfia del suo dolore,
ho visto la gloria nel suo sguardo raggiante
anche io vorrei luce ed amore
ma se arriva deve essere sempre così crudele e accecante.

Fabrizio De André


Joan of Arc

Now the flames they followed Joan of Arc
as she came riding through the dark;
no moon to keep her armour bright,
no man to get her through this very smoky night.

She said, "I'm tired of the war,
I want the kind of work I had before,
a wedding dress or something white
to wear upon my swollen appetite."

Well, I'm glad to hear you talk this way,
you know I've watched you riding every day
and something in me yearns to win
such a cold and lonesome heroine.

"And who are you?" she sternly spoke
to the one beneath the smoke.
"Why, I'm fire," he replied,
"and I love your solitude, I love your pride."

"Then fire, make your body cold,
I'm going to give you mine to hold,"
saying this she climbed inside
to be his one, to be his only bride.

And deep into his fiery heart
he took the dust of Joan of Arc,
and high above the wedding guests
he hung the ashes of her wedding dress.

It was deep into his fiery heart
he took the dust of joan of arc,
and then she clearly understood
if he was fire, oh then she must be wood.

I saw her wince, I saw her cry,
I saw the glory in her eye.
Myself I long for love and light,
but must it come so cruel, and oh so bright?

Leonard Cohen

Il comunicato stampa da diffondere prima della partenza iniziava con una strofa della canzone Giovanna d’Arco (Fabrizio De André, 1972 tradotta da Joan of Arc di Leonard Cohen, 1971).
The press release to hand out before leaving started with a verse of the song Giovanna d’Arco (Fabrizio De André, 1972 translated by Joan of Arc di Leonard Cohen, 1971).



La prova del vestito prima di partire. Fotografia di Sirio Magnabosco
The test of the dress before leaving. Photograph by Sirio Magnabosco

La liscivia e il lavaggio degli abiti – The lye and the cleaning of the clothes

13 novembre 2012

Pippa e Silvia lavano gli abiti a Saraievo. Fotografia di Ars Aevi
Pippa e Silvia wash the dresses in Sarajevo. Photograph by Ars Aevi


X-Original-To: rosaliapasqualino@gmail.com
Subject: domenica 17 febbraio
From: "Pippa Bacca"


Dalle 15.00 alle 18.00 vi aspetto in via Argelati 47, Milano

Perché?
Per portare un vostro contributo al viaggio delle spose!
Come?
Portate qualcosa da bruciare, qualcosa che ci accompagnerà e la cui cenere servirà per lavarci.
Vi spiego:
Nel nostro viaggio laveremo l'abito con la Liscivia (detersivo fatto con la cenere), per farla dobbiamo avere della cenere e vogliamo che questa cenere non sia qualsiasi. Potete scriverci una lettere, che non leggeremo, o portarci delle lettere che non avete spedito. O altre che avete ricevuto. Un articolo di giornale interessante, un libro, una maglietta... tutto verrà bruciato (quindi niente fibre sintetiche niente materiali plastici)
Anche il pane possiamo bruciare... potete fare con le cassette della frutta una barchetta o una macchinina... un qualcosa che ci accompagni...
Insomma venite a bruciare qualcosa per noi!


X-Original-To: rosaliapasqualino@gmail.com
Subject: Sunday 17 February
From: "Pippa Bacca"
From 3 pm to 6 pm I will wait for you in Via Argelati 47, Milan

Why?
To bring your contribution to the brides' travel!
How?
Bring something to burn, something that will come along with us and that the ashes of will be used in the act of cleaning.
Let me explain you:
In our travel we will clean the dress with lye (detergent made out of ashes) and to make it we need ashes and we don't want whatever ashes. You can write a letter, that we will not read, or you can bring us letters that you have not sent or those you have received. You can bring an interesting newspaper article, a book, a T-shirt... all of it will be burned (so please do not bring synthetic or plastic material).
We can burn bread too... You can make a boat or a toy car out of a fruit crate... something that come along with us.
Come and burn something for us!

Mail inviata da Pippa a tutti gli amici.
Mail sent by Pippa to all her friends.




Sorelle e amici portano qualcosa da bruciare.
Sisters and friends bring something to burn.


La cenere per la liscivia. Fotografia di Danilo Borrelli
The ash for the lye. Photograph by Danilo Borrelli

Durante il viaggio il vestito si sarebbe certo sporcato; con la polvere, il fango, il sudore, la fatica della strada e delle giornate, il cibo e il vino dei banchetti con le persone incontrate. Dunque ogni tanto andava lavato. Questo rito non lo avrebbe reso di nuovo lindo e come nuovo, ma avrebbe però rimosso una parte dello sporco e della fatica. Per questo il detersivo preparato prima di partire, la liscivia – antico detersivo ottenuto facendo bollire della cenere prima setacciata e cinque parti d’acqua per circa 2 ore – era stato prodotto con ceneri speciali: Pippa aveva chiesto agli amici durante un apposito incontro di bruciare oggetti significativi, simbolici o semplicemente creati apposta per l’occasione: Anto la cuoca aveva bruciato delle vecchie spezie, Carla che dirige una libreria/galleria aveva portato ovviamente dei libri, Maria aveva bruciato semplicemente una benedizione che viene fatta ai pellegrini in partenza, Danilo un diario di vecchi responsi dell’oracolo I Ching. In questo modo il vestito non veniva lavato da un sapone qualsiasi, ma da un “pezzo” delle persone rimaste a casa; così che da una parte gli amici lontani alleggerissero il peso della fatica del viaggio e la aiutassero quindi ad andare avanti; dall’altra partecipassero anch’essi alla grande rete di uomini e donne che Pippa andava intessendo di luogo in luogo, di incontro in incontro. Along the trip the dress would have been dirtied with dust, mud, sweat; the wear and tear of the days and the road, the food and wine off the table in which new people were met. Every now and then it needed to be washed. This ritual did not make it brand new, but it removed some of the dirt and the fatigue. Therfore the detergent prepared before the departure, the lye – an old fashioned detergent made by boiling sieved ashes and adding five parts water for about 2 hours – was made with special ashes. In a meeting especially dedicated to this subject, Pippa asked her friends to burn significant or symbolic belongings or simply something that was created especially for the occasion. Anto, the chef, burned old spices, Carla, the owner of a bookstore/gallery, obviously books, Maria simply a blessing given to pilgrims at the start of their trip, Danilo, an old diary of responses from the oracle I Ching. This is what the dress was washed with, not an everyday soap, but a “piece” of the people who stayed home. This is how the far away friends lightened the weight of the fatigue of the trip and how they helped her go on along with the vast network of people that Pippa weaved together from place to place and encounter to encounter.


Pippa prepara la liscivia nella casa di Corso Garibaldi a Milano.
Pippa making the lye in the house in Corso Garibaldi, Milano.


Lo strascico del vestito di Pippa, ancora intonso durante la prova degli abiti. Fotografia di Sirio Magnabosco
The train of Pippa dress still clean during the try. Photograph by Sirio Magnabosco


Il vestito e le scarpe di Pippa si sporcano strada facendo.
The dress and the shoes getting dirty along the way.


Lavaggio dell’abito a Banja Luka.
The washing of the dress in Banja Luka.

Lavaggio di parte dell’abito nel fiume Isonzo, Gorizia. Fotografia di Silvia Moro
Washing some part of the dress in the river Isonzo, Gorizia. Photograph by Silvia Moro
Si completa il lavoro in un lavanderia automatica a Gorizia. Fotografia di Silvia Moro
Finishing the washing at an automatic laundry in Gorizia. Photograph by Silvia Moro
Lavaggio dello strascico del vestito di Pippa a Saraievo.
Washing of the train of Pippa’s dress in Sarajevo.

L’autostop – The hitch-hiking

13 novembre 2012

L’itinerario che le spose hanno percorso, da Milano a Istanbul, facendo tappa a: Sale Marasino (BS), Venezia, Gorizia, Lubiana, Banja Luka, Saraievo, Belgrado, Sofia e Burgas.
The routes followed by the brides, from Milan to Istanbul, stopping in Sale Marasino (BS), Venice, Gorizia, Ljubjana, banja Luka, Sarajevo, Sofia and Burgas.

“Il viaggio è da sempre un mezzo ed un fine, è una scelta di vita o per alcuni l’unico modo possibile di vivere; è la metafora della vita stessa.

Viaggiare con mezzi poveri mette in relazione il viaggiatore con la popolazione locale; viaggiare in autostop, fa sì che uno straniero si metta nelle mani di altri viaggiatori, ma ancora più spesso dei locali o di chi dello spostamento ha fatto il suo mestiere.
La scelta del viaggio in autostop è una scelta di fiducia negli altri esseri umani, e l’uomo, come un piccolo dio premia chi ha fede in lui.
Questo è il frutto delle tantissime esperienze in autostop che nella vita di Pippa Bacca, l’hanno portata in giro per l’Europa, sino a San Pietroburgo, Istanbul, Finisterre, Irlanda e nel nord e centro America.”*

*Dal comunicato stampa diffuso da Pippa e Silvia in partenza l’8 marzo 2008.

“Travelling has always been a means and an end. It is a way of life for some and for some the only possible way to living; it is the metaphore for life itself.

Travelling on a shoestring forces the traveler in contact with the local population; the hitchhiking puts himself in the hands of fellow travelers, or more often of locals or travel professionals.
Choosing to hitchhiking is the choose to believe in fellow human beings, and man “in his own small way like God” rewards those who have faith.
This is the conclusion Pippa Bacca came to, after a lifetime of hitchhiking in Europe, from Saint Petersburg to Istanbul, Finisterre to Ireland and to north and central America.”*

*From the press release of Pippa and Silvia’s departure on March 8, 2008.



Fotografia di Danilo Borrelli
Photograph by Danilo Borrelli


Pippa viaggiava in autostop da quando era bambina, prima accompagnata dalla mamma naturalmente, e poi da sola. Per lei l’autostop era un modo normale di muoversi e lo faceva spessissimo; quasi tutti i week-end andava a trovare qualche amica o amico in Italia o all’estero e sempre in autostop. Non avrebbe potuto scegliere nessun altro modo di viaggiare, per questo progetto. Facendo l’autostop infatti si ha un canale privilegiato per entrare in contatto con le popolazioni locali “e tra l’altro di tutte le classi sociali e culturali indistintamente, perché si può ricevere un passaggio da un manager o un professore, come da operai e camionisti (proprio per facilitare questo contatto con le persone incontrate nella seconda metà del viaggio, Pippa studiava l’arabo da più di un anno). La fiducia nel prossimo, l’idea che la stragrande maggioranza degli incontri siano positivi, con brava gente, disposta ad aiutarti è un ingrediente necessario per partire in autostop; questa fiducia si conferma strada facendo, con l’accumularsi di esperienze quasi sempre positive. Infatti giustamente Pippa non riteneva che ci fosse nessun pericolo nello spostarsi così: l’unica cosa che mi spaventa è il freddo… e le bestie feroci, ma dove vado non credo ce ne siano!”, aveva detto in un’intervista. Pippa began thumbing as a child, in the company of her mother at first, and later alone. For her it was the normal way of getting around; almost every week-end she would go to meet friends in Italy or abroad, always hitchhiking her way. For this project, she could not have even considered any other option. Hitchhiking gives you privileged access to local people “with no barriers of social classes or culture. The driver could be manager, a worker or a trucker (to facilitate communications with these chance acquaintances during the second half of the trip, Pippa studied Arabic for more than a year). Faith in one’s neighbour, the idea that the overwhelming majority of meetings will be positive, with friendly, helpful people, is the essential prerequisite hitchhiking; this faith is reaffirmed on the road, with the accumulation of positive experiences. Pippa considered this form of travel to be free of danger: the only thing that scares me is the cold… and wild animals, but where I am going that’s unlikely”, she said in an interview.
MiroslavStellaRafoSloobiMilanRadovanRebeccaAsimHossmanNina, Tina, AlmeNdarshEvgeni
Alcune delle persone che hanno dato un passaggio a Pippa.
Some of the persons which had given a passage to Pippa.


Certo l’altro elemento necessario per fare l’autostop è affidarsi alla Provvidenza, che sicuramente si occuperà del nostro cammino (evidente il parallelo con il pellegrinaggio; infatti su di un quaderno che portava con sé nel Viaggio delle spose troviamo il testo di Dum pater familias, antico canto dei pellegrini). Già in passato si era occupata da artista di questa modo di viaggiare, esponendo nella mostra Più oltre – a Perugia nel 2004 – una serie di ritratti fotografici di chi le aveva dato dei passaggi, ritagliati a forma di mezzi di trasporto. Pippa fotografava tutti quelli con cui saliva in auto e quando possibile registrava anche la conversazione che si svolgeva nel tratto di strada condiviso. Il suo stile era di mettersi a bordo della strada con un cartello, che indicasse il luogo che desiderava raggiungere. Nel viaggio delle spose, per rendere ancora meglio l’idea della fratellanza, collaborazione ed unione, i cartelli con i nomi delle città venivano spesso preparati dalle persone incontrate nelle tappe precedenti. Of course another thing needed is a belief in Providence, which in a way will guide our trip (the parallel with pilgrimage is obvious; a notebook Pippa carried with her during the Brides’ Trip included the text of Dum pater familias, ancient pilgrim’s chant). Pippa had previously dealt with hitchhiking in her hart; the exhibition Più oltre – in Perugia in 2004 – was a series of portraits photographs of people who gave her lifts, cut to form the outlines of different means of transport. She photographed all of her drivers and also recorded their conversations when possible. Her technique was to stand by the side of the road, holding a sign indicating her destination. On the Brides’ Trip, which was intended to celebrate the ideas of fraternity, collaboration and fellowship, the signs of the names of the towns were often made by the people met in previous stages.

Le persone che hanno accolto Pippa, preparano il cartello per la tappa successiva.
The people who welcomed Pippa, making the banner for the next stage.